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Ordinamento dm 270/04

PostDateIconSabato 12 Settembre 2009 15:50 | PostAuthorIconScritto da Administrator | PDF | Stampa | E-mail

La riforma Berlinguer-Zecchino, altro nome con cui viene spesso indicato il DM 509/99, ha rappresentato per certi versi un work in progress non sempre guidato da criteri di efficienza, eccellenza, spendibilità del titolo di studio. Appariva da più parti necessario un provvedimento ministeriale che intervenisse sulle criticità della riforma e che avesse come obiettivo principale l’innalzamento della qualità della formazione universitaria italiana. Contestualmente, il Consiglio Europeo nel 2001 e la Comunità Europea nel 2003 fissavano come obiettivo per gli Stati membri un consistente incremento degli investimenti nel settore Università e Ricerca, che avrebbero dovuto raggiungere il 3% del Prodotto Interno Lordo nazionale entro il 2010. Per l’Italia, ferma nel 2003 a meno dell’1% , si sarebbe trattato praticamente di triplicare i finanziamenti in sette anni. Come è noto, gli sviluppi della vicenda sono andati in tutt’altra direzione, tanto che nel 2009, l’Italia ha destinato all’Università solo lo 0,7% del PIL. In questo quadro si innesta il DM 270/04, la cosiddetta "riforma - Moratti", un provvedimento che ha incrementato i requisiti minimi per l’attivazione dei corsi di laurea, senza fornire alle Università le risorse finanziarie necessarie a raggiungere i nuovi standard: inevitabile un notevole incremento delle tasse ed un ulteriore ridimensionamento del numero dei corsi di laurea. Si tenga presente inoltre che i primi corsi di laurea, basati sulle disposizioni previste da tale decreto, sono stati quelli a ciclo unico quali, con riferimento all’Ateneo salentino, Giurisprudenza. Per quanto attiene all’attivazione degli altri corsi di laurea sui decreti attuativi del DM 270/04 si è dovuto attendere il 2008/09 e, in alcuni casi, il 2009/2010.

Premesse di contesto a parte, sono essenzialmente cinque le novità introdotte dalla nuova riforma, rispetto a quelle previste dal 509/99, che interessano direttamente gli studenti universitari.

Novità fondamentale è costituita dall’introduzione di un doppio percorso formativo nel triennio: da un lato quello professionalizzante, al termine del quale lo studente dovrebbe aver acquisito sufficienti competenze atte ad agevolare l'ingresso nel mondo del lavoro, dall’altro quello metodologico, al termine del quale lo studente potrà proseguire gli studi nell'ambito della laurea magistrale. Tale configurazione, che vede di fatto un percorso breve di tre anni alternativo ad uno di cinque, è all’origine del nome di “riforma ad y” con cui ci si riferisce all’intero dm 270/04.

  

y

In secondo luogo, vi è una separazione netta tra le lauree di primo e di secondo livello, con queste ultime che prendono il nome di lauree magistrali che prevedono sia come ordinamento che come piano di studi il conseguimento di 120 CFU. Ciò comporta che, posto il possesso da parte dello studente dei requisiti individuati dal consiglio didattico di riferimento, questi possa presentare domanda di immatricolazione senza dover colmare debiti pregressi in base agli esami sostenuti nel corso triennale. 

L’accesso ai corsi di laurea di ogni livello è comunque subordinato al superamento di un test di ingresso obbligatorio (terzo elemento di novità), a prescindere dalla presenza di un eventuale numero programmato. Il mancato superamento di tale test può dar luogo all’attribuzione di un debito formativo basato sulle effettive carenze dello studente, da sanarsi entro il primo anno di corso, ovvero alla non ammissione dello studente ove questi non possegga alcuna delle conoscenze richieste per l’accesso al corso.

 Complessivamente il percorso dello studente risulta così delineato: l’accesso ai corsi di Laurea triennale è subordinato all’esecuzione del test di ingresso che può essere vincolante o non vincolante, a seconda dell’esistenza o meno di un numero programmato. Lo studente dovrà scegliere, ove possibile, tra un percorso professionalizzante, al termine del quale dovrà adoperarsi nella ricerca di lavoro, ed un percorso metodologico, al termine del quale potrà iscriversi ad una Laurea Magistrale, seguire un Master di I livello, oppure cercare lavoro. L’accesso alla Laurea Magistrale a è consentito ai soli studenti che hanno seguito il percorso metodologico (stante la legge vigente) ed è subordinato al superamento di un nuovo test di ingresso. Conseguito il titolo di II livello, lo studente avrà quattro possibilità: cercare lavoro, iscriversi ad un Master di II livello oppure presso una Scuola di Specializzazione, partecipare ad un concorso per l’accesso ad un Dottorato di Ricerca.

 

Ordinamento-270-04

 

Ulteriore elemento da tenere in considerazione è altresì quello del limite di esami imposto dal Ministero per ogni tipologia di laurea, definito in 20 esami per il triennio e 12 per il biennio.

 Ultima, ma non da ultima, novità è costituita dalla modifica delle classi di laurea, numericamente ridotte per quanto attiene alla laurea triennale, e modificate relativamente alle tipologie di attività  formative previste che, ai sensi del DM 270/04, non sono più cinque, ma diventano sei:  

-          “di base”, quelle la cui conoscenza rappresenta premessa essenziale per lo studio delle discipline specifiche del corso di studio;

-          “caratterizzanti”,  quelle che costituiscono la peculiarità e l'ossatura fondamentale di un corso di studio;

-           “affini e integrative”, quelle che completano la formazione e che sono direttamente o indirettamente correlate con quelle di base o con quelle caratterizzanti, anche e soprattutto con riferimento alle culture di contesto;

-          “a scelta dello studente”, ovvero autonomamente  scelte  dallo  studente purchè coerenti con il progetto formativo del corso di studi;

-          attività  formative  relative  alla  preparazione della prova finale  per  il conseguimento del titolo di studio e, con riferimento alla  laurea,  alla  verifica  della  conoscenza di almeno una lingua straniera oltre l'italiano;

-          attività  formative volte   ad   acquisire  ulteriori  conoscenze  linguistiche,  nonché abilità  informatiche  e  telematiche, relazionali, stages, tirocini formativi e di orientamento.

 Vi è altresì una modifica dei settori scientifico disciplinari presenti all’interno di ciascuna delle classi, anch’essi numericamente ridotti e ricondotti in ambiti decisamente più ampi rispetto alle previsioni del 509/99.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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