Ordinamento dm 509/99
La legge 509/99 ha introdotto il nuovo ordinamento nell'ambito del sistema universitario. Si è trattato di una svolta epocale, che ha prodotto, almeno agli inizi, una crescita esponenziale del numero dei corsi di laurea con conseguente aumento degli iscritti in Università. Tal crescita è stata originata principalmente dallo sdoppiamento del percorso formativo, con la creazione di un triennio di laurea base ed un biennio di specialistica ad esso direttamente consequenziale, al termine del quale si consegue un titolo equipollente a quello del vecchio ordinamento. Ciò non di meno, tutte le Università, anche grazie alle incentivazioni offerte dal Ministero, hanno tentato di ampliare la propria offerta formativa con l’apertura di veri e propri nuovi corsi di laurea, talvolta per comprovate esigenze del territorio, molto più spesso per rispondere alle esigenze di protagonismo di questo o di quel particolare docente. Successivamente il taglio del Fondo di Finanziamento Ordinario dell’Università, già di per sé irrisorio se paragonato a quello di tutti gli altri Stati della Comunità Europea, nonché l’introduzione dei requisiti minimi per l’attivazione dei corsi di laurea, hanno comportato una inevitabile contrazione del numero di questi ultimi. Nel 2005 infatti, al netto dello sdoppiamento laurea triennale laurea specialistica, risultavano essere attivi in tutta Italia circa 300 corsi di laurea in più rispetto al 2000, per una media di poco più di tre corsi per ogni Università, ivi comprendendo quelle private e quelle telematiche di recentissima istituzione.
Dopo questa breve notazione storica, è opportuno procedere indicando i principali elementi che caratterizzano il DM 509/99.
A partire dall'accesso in Università ogni studente ha di fronte a sé un percorso pressoché delineato: al termine della Laurea triennale, egli potrà infatti scegliere se cercare lavoro, seguire un Master di I livello, oppure proseguire iscrivendosi ad una Laurea Specialistica. Conseguita quest'ultima avrà quattro possibilità: cercare lavoro, iscriversi ad un Master di II livello oppure presso una Scuola di Specializzazione, partecipare ad un concorso per l’accesso ad un Dottorato di Ricerca.
L’accesso ai corsi di laurea può essere libero o a numero programmato. Nel primo caso non sono normalmente previsti test di ingresso e, anche ove lo siano, essi non hanno carattere selettivo, ma si limitano a indicare allo studente l’esistenza di eventuali lacune formative, generalmente colmabili con i cosiddetti “corsi zero”. Nel secondo caso viene individuato il numero massimo di studenti che possono avere accesso al corso e si procede a dei test di ammissione selettivi i cui risultati sono determinanti ai fini dell’immatricolazione: viene infatti stilata una graduatoria in base alla quale sono ammessi tutti coloro i quali abbiano superato tali test fino al raggiungimento del numero programmato.

Entrando all'interno dei corsi di studio, uno dei primi elementi che saltano agli occhi è la presenza dei Crediti Formativi Universitari (C.F.U.). Il CFU costituisce l'unità di misura dello studio dello studente universitario fra frequenza delle lezioni e studio personale a casa, corrisponde a circa 25 ore di studio e definisce, o dovrebbe definire, il "peso" di un insegnamento all'interno del percorso formativo. Il legislatore ha stabilito che l'impegno medio di uno studente debba corrispondere a circa 1.500 ore l'anno, sicché un anno di studio corrisponde, o dovrebbe corrispondere, a 60 CFU.
Il secondo elemento è costituito dall'introduzione delle Classi di Laurea, vale a dire raggruppamenti che comprendono tipologie di laurea omogenee per obiettivi formativi e sbocchi occupazionali. Parte fondamentale di una Classe di Laurea è costituita dalla "griglia" dei settori scientifico disciplinari, organizzati per ambiti, vale a dire macroaree di discipline simili per funzione all’interno del percorso formativo, e tipologie di attività. Ad ognuno degli ambiti vengono assegnati, da parte delle Università, un certo numero di crediti formativi che, tuttavia, devono essere compresi all'interno di limiti imposti dal Ministero. Per quanto attiene alle tipologie di attività, il DM 509/99 ne definisce cinque:
- "di base", quelle la cui conoscenza rappresenta premessa essenziale per lo studio delle discipline specifiche del corso di studio;
- "caratterizzanti", quelle che costituiscono la peculiarità e l'ossatura fondamentale di un corso di studio;- affini e integrative, quelle che completano la formazione e che sono direttamente o indirettamente correlate a quelle caratterizzanti;
- "attività altre", quelle cioè che, pur non rientrando all'interno di settori scientifico-disciplinari, possiedono comunque un valore importante nell'ambito della formazione; fra queste meritano menzione le conoscenze informatiche, le abilità linguistiche, i seminari, le discipline a scelta dello studente, gli stages, i tirocini e la prova finale;
- "attività di sede", quelle che rientrano cioè all'interno di settori scientifico-disciplinari presenti all'interno della griglia ministeriale, ma che,tuttavia, sono ritenute importanti da parte delle singole Facoltà nell'ambito degli obiettivi formativi.
Il documento così prodotto dall'Università costituisce l'"ordinamento didattico", a partire dal quale si elaborano i piani di studio, una sorta di "contratto" tra studenti e Università il cui oggetto è costituito dalle discipline per cui i primi possono sostenere esami e che la seconda è obbligata a garantire.
Notazione a parte è necessaria per l’accesso alle lauree specialistiche. Analizzando i piani di studio di una qualunque di queste, si noterà come essa preveda l’acquisizione di 120 CFU da parte dello studente. In realtà le cose non stanno proprio così: bisogna infatti tenere conto che, a livello di ordinamento didattico, ogni laurea specialistica richiede l’acquisizione di 300 CFU, di cui normalmente 180 CFU dovrebbero essere stati già ottenuti durante il percorso triennale. Appare ovvio che un fatto del genere si verifichi esclusivamente ove la laurea specialistica costituisca prosecuzione diretta di tale percorso: in caso contrario, lo studente dovrà colmare dei debiti formativi, sulla cui entità delibera la Commissione Didattica del corso di laurea specialistica cui intende iscriversi.


