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Vecchio Ordinamento

PostDateIconSabato 12 Settembre 2009 15:39 | PostAuthorIconScritto da Administrator | PDF | Stampa | E-mail

Perché, a distanza di diversi anni dall’entrata in vigore della riforma 509/99 e della 270/04, un’associazione universitaria dovrebbe allestire una sezione del proprio sito dedicata al vecchio ordinamento? In maniera alquanto semplicistica potremmo scrivere che sono ancora molto numerosi gli studenti che si sono iscritti in Università prima dell’Anno Accademico 2001/02 e che, svolgendo noi attività di rappresentanza, ci occupiamo anche dei loro diritti. In realtà le ragioni sono decisamente differenti: gli studenti del vecchio ordinamento hanno generalmente smesso di frequentare le lezioni e le sedi universitarie, di conseguenza sono i più esposti alle “voci di corridoio”, nonché ai tentativi più o meno palesi del corpo docente di incitarne il passaggio al nuovo ordinamento. Allo stesso tempo, la scarsa capacità di fornire informazioni da parte delle segreterie universitarie o dei tutor (quando ci sono), contribuisce notevolmente a creare ulteriore confusione. Alla luce di tutto questo, abbiamo deciso di predisporre una serie di domande frequenti e relative risposte al fine di offrire un orientamento di base nella restante parte del percorso formativo degli studenti del vecchio ordinamento. Laddove nelle righe successive non doveste trovare chiarimenti vi invitiamo a contattarci direttamente tramite telefono o mail.

 

È obbligatorio per uno studente del vecchio ordinamento passare al nuovo?

Assolutamente no! La legge 509/99, istitutiva del nuovo ordinamento, e la legge 270/04, la cosiddetta riforma Moratti, prevedono che gli studenti che si sono iscritti all’Università anteriormente all’entrata in vigore del nuovo ordinamento possano continuare a seguire il proprio percorso formativo. Il tentativo, portato avanti dal corpo docente e amministrativo dell’Università, di forzare il passaggio al nuovo ordinamento nasce prevalentemente da due ragioni: 1) la presenza di studenti fuori corso comporta una riduzione del finanziamento ministeriale all’Università; 2) la molteplicità dei piani di studio comporta un lavorio maggiore delle Commissioni Didattiche e delle Segreterie di Corso di Studio.

 

Perché non conviene passare al nuovo ordinamento?

Esiste principalmente una ragione: il valore del titolo che si va a conseguire. Anche a seguito dell’emanazione del decreto ministeriale di equipollenza dei titoli di studio tra vecchio ordinamento e lauree specialistiche(ora magistrali), è stato sancito che il percorso quadriennale e quinquennale hanno valore maggiore di quello triennale. Essendo impossibile per uno studente del vecchio ordinamento iscriversi direttamente alla laurea specialistica/magistrale, risulta assai sconveniente effettuare il passaggio, specie laddove sia stato sostenuto un elevato numero di esami. Accanto a tale motivazione se ne può affiancare un’altra: le modalità di convalida degli esami, punto che verrà approfondito in seguito.

 

Perché conviene passare al nuovo ordinamento?

Se da un lato il passaggio ad una laurea triennale è decisamente sconsigliabile, esiste comunque l’altra faccia della medaglia, costituita da alcuni vantaggi che da esso si potrebbero trarre. Innanzi tutto il percorso formativo è più breve, fatto che potrebbe tornare utile a chi desidera solo ed esclusivamente conseguire il titolo di studio a prescindere dal suo valore in relazione al mondo del lavoro. In secondo luogo, i programmi del nuovo ordinamento sono , ormai quasi in tutte le Facoltà, più abbordabili rispetto a quelli del vecchio. In terzo luogo, parte della docenza con cui si sono seguite le lezioni non è più presente all’interno dell’Università del Salento; se a questo si aggiunge la soppressione di un elevato numero di discipline a causa delle razionalizzazioni dell’offerta formativa imposte dal Ministero, ci si renderà conto che si potrebbero incontrare dei grossi “intoppi” nella prosecuzione degli studi nel vecchio ordinamento. Tale situazione si verifica molto più di rado nel percorso triennale. In quarto ed ultimo luogo, si deve tenere conto che l’Università del Salento, con il voto contrario della componente studentesca, ha deliberato in favore dell’introduzione di una cospicua sanzione da comminarsi a tutti gli studenti che sono iscritti dal II anno fuori corso in poi: anche sotto il profilo economico può essere dunque vantaggioso un cambio di ordinamento.

 

Se dovessi passare al nuovo ordinamento quanti esami mi convaliderebbero?

Occorre una premessa: il nuovo ordinamento prevede che i piani di studio vengano elaborati a partire da alcune griglie predisposte dal ministero contenenti discipline cosiddette “di base”, “caratterizzanti”, “affini ed integrative”, “altre”. All’interno di queste griglie sono poi indicati settori scientifico disciplinari (S.S.D.), raggruppamenti di discipline identiche per oggetto di studio e differenti per taglio, inseriti all’interno di ambiti disciplinari, una sorta di macroaree di discipline simili per funzione all’interno del percorso formativo. Ad ognuno di questi ultimi vengono assegnati, in fase di elaborazione del percorso formativo, un certo numero di crediti formativi. Il sistema di convalida esami varia a seconda delle Facoltà, ma tendenzialmente si orienta, fermo restando il numero di crediti assegnato ad ogni ambito disciplinare e ad ogni disciplina, secondo quattro linee di azione: identità del nome della disciplina, medesimo settore scientifico disciplinare, affinità di settore scientifico disciplinare, identità di ambito disciplinare. Lavorando su queste griglie è dunque possibile ipotizzare quali esami possano essere convalidati e quali no. Il problema principale in cui incorre lo studente del vecchio ordinamento che voglia passare al nuovo è quello del valore in crediti formativi dei propri esami. Anche in questo caso manca una regola generale, di conseguenza le singole Facoltà deliberano diversamente l’una dall’altra. Un criterio che sembra andare per la maggiore è quello di assegnare alle annualità del vecchio ordinamento un numero di crediti formativi pari alle discipline annuali del nuovo. Una precisazione sulle idoneità: nonostante il nuovo ordinamento non preveda obbligatoriamente una valutazione espressa in trentesimi di ogni esame sostenuto dagli studenti, è divenuta prassi in alcune Facoltà convalidare solo parzialmente le idoneità, demandando al docente titolare della disciplina modalità per trasformare il giudizio da letterale in numerico.

In buona sostanza, per formulare un’ipotesi di convalida attendibile, è dunque opportuno informarsi preliminarmente sui criteri convalida adottati dalla propria Facoltà, verificare l’appartenenza delle discipline per cui sono stati sostenuti degli esami ai settori scientifico disciplinari previsti nel percorso formativo, comprendere il comportamento delle Commissioni Didattiche preposte in relazione alla conversione degli esami e delle idoneità in crediti formativi.

 

Ma allora passare dal vecchio ordinamento al nuovo conviene o non conviene?

Non esiste una risposta univoca alla domanda. Tutto dipende dalla situazione individuale del singolo studente. In generale è vivamente sconsigliabile il passaggio laddove manchino pochi esami alla laurea, mentre in altri casi l’ipotesi può anche essere presa in esame, sulla base sempre delle considerazioni espresse nei punti precedenti.

 

Non ho frequentato, durante il mio percorso di studi, le lezioni di una determinata disciplina, posso frequentarle adesso per risultare studente frequentante?

Essendo terminato l’ultimo ciclo delle lauree del vecchio ordinamento, non esiste, da un punto di vista teorico, la possibilità di frequentare lezioni per sostenere esami come studenti frequentanti. Una buona parte dei docenti offre comunque tale opportunità all’interno delle lezioni per i triennalisti o per gli studenti della laurea specialistica, l’importante è chiarire la propria situazione con loro sin dall’inizio, al fine di evitare inutili perdite di tempo o spiacevoli sorprese.

 

Quando posso sostenere gli esami?

A meno che un docente non indichi esplicitamente e tempestivamente che un appello è destinato solo a determinati studenti, ed anche in questo caso sarebbe ci sarebbe da discutere, lo studente quadriennalista ha diritto di sostenere gli esami in tutti gli appelli di tutte le materie. Se un docente si rifiuta di far sostenere un esame senza una ragione plausibile (l’unica sarebbe forse l’impossibilità di identificare lo studente per mancanza di un qualunque documento di riconoscimento), contattate immediatamente i rappresentanti.

 

Il docente con cui ho seguito le lezioni di una determinata disciplina non è più in servizio presso l’Università del Salento, cosa devo fare per sostenere l’esame?

Casi del genere sono molto più frequenti di quanto non si creda (e non capitano solo agli studenti del vecchio ordinamento). Le possibilità sono sostanzialmente tre:

- la disciplina è ancora attiva nell’offerta formativa della propria Facoltà ed è stata assegnata ad un nuovo docente, nel qual caso è sufficiente contattarlo, far presente la propria situazione e concordare con lui le modalità di esame;

- la disciplina non è più attiva nell’offerta formativa della propria Facoltà, ma è presente all’interno di quella di altre Facoltà del proprio Ateneo, nel qual caso è necessario provvedere a formulare una richiesta alla propria Facoltà per sostenere l’esame presso l’altra Facoltà, contattare il docente e concordare con lui le modalità di esame;

- la disciplina non è più attiva nell’offerta formativa di alcuna Facoltà del proprio Ateneo, nel qual caso è necessario presentare una richiesta alla propria Facoltà per la costituzione di una Commissione d’esame ad hoc.

 

Se mi laureo in un corso di studi del vecchio ordinamento e decido di iscrivermi ad una laurea specialistica/magistrale, è come se mi stessi iscrivendo ad una seconda laurea?

Assolutamente sì! Anche a seguito dell’emanazione dei decreti di equipollenza tra lauree quadriennali/quinquennali e lauree specialistiche/magistrali, è stato definitivamente chiarito questo aspetto. Ciò comporta, tra le altre cose, l’impossibilità di partecipare ai concorsi per l’assegnazione di borse di Studio, mensa e posti alloggio presso le case dello studente.

 

Mi conviene prendere una laurea specialistica/magistrale dopo la laurea del vecchio ordinamento?

Dipende dal tipo di laurea conseguita, da quella che si vuole conseguire, dall’obiettivo che ci si pone con l’iscrizione ad una seconda laurea. Se l’obiettivo è incrementare le proprie possibilità occupazionali nel settore in cui si è già conseguita la prima laurea, tale azione ha senso per quelle professioni che, ad esempio, in passato richiedevano, oltre alla laurea quadriennale, un ulteriore anno di specializzazione presso le apposite Scuole di Specializzazione. In altri settori tale scelta si rivela invece totalmente inutile, quando non del tutto controproducente.

Il discorso cambia completamente laddove si intenda conseguire una laurea specialistica/magistrale in un settore differente rispetto a quello per il quale sia stata già conseguita una laurea del vecchio ordinamento. In tal caso, infatti, non è detto che si sia in possesso dei crediti formativi necessari per l’accesso diretto alla nuova laurea, pertanto sarà opportuno verificare precedentemente il tipo di situazione che si andrà a prospettare, nella consapevolezza che il rischio di dover colmare dei debiti formativi è sempre molto alto.

 
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